"Dedurre il futuro dal passato. Sulla struttura temporale dell'utopismo ottocentesco",
Lucca Scuccimarra

RESUMEN

A differenza dei loro predecessori settecenteschi, gli "utopisti" del XIX secolo non si limitano a mettere in scena modelli di ordine ideale pensati in assoluta antitesi rispetto a quello realmente esistente, ma prendono apertamente posizione sulle possibili linee di riorganizzazione della conflittuale società del loro tempo. Con ciò giunge dunque a pieno compimento quel modello di "utopia del tempo" delineato nella seconda metà del Settecento da Louis-Sébastien Mercier e la pianificazione del futuro diviene il vero elemento-chiave del discorso politico e sociale. Occorre tuttavia una certa cautela nel leggere tale svolta futurizzante nei termini assolutizzati di una completa autonomizzazione dell'aspettativa dai tradizionali dispositivi di elaborazione dell'esperienza storica. Il "nuovo regime di storicità" cui le grande utopie sociali del XIX secolo contribuiscono a dare forma appare caratterizzato infatti sin dagli inizi da una complessità strutturale che lo rende difficilmente assimilabile allo schematico idealtipo "futurista" fatto proprio anche dalle più ambiziose ricostruzioni delle moderne forme di esperienza del tempo. E' appunto questo peculiare ordine temporale che il presente contributo intende approfondire e analizzare, a partire dalle fondamentali assunzioni proposte in tale ambito da Claude-Henri de Saint-Simon e dal giovane Comte.

Palabras clave: Utopia, tempo, futuro, prognosi sociale

 

Imprimir esta página
Cerrar ventana